Il Ministero dell'Istruzione interviene sul contributo volontario con la nota 00312 del 20 marzo detta le indicazioni in merito all'utilizzo del contributo volontario versato dalle famiglie e raccomanda trasparenza e rendicontazione per i contributi.
Il capo dipartimento all'Istruzione, Lucrezia Stellaci evidenziando che è stata più volte denunciata la prassi di richiedere il versamento del contributo come condizione per l'iscrizione degli studenti, sottolinea la natura dei versamenti in questione "sono assolutamente volontari, anche in ossequio al principio di obbligatorietà e gratuità dell'istruzione inferiore". Le scuole quindi dovranno "tenere ben distinti i contributi volontari dalle tasse scolastiche che, al contrario, sono obbligatorie, con l'eccezione dei casi di esonero".
Il contributo volontario, a ogni modo - precisa la nota - "non potrà riguardare lo svolgimento di attività curricolari". Dovrà essere indirizzato "esclusivamente a interventi di ampliamento dell'offerta culturale e formativa e non ad attività di funzionamento ordinario e amministrativo" e le famiglie vanno sempre informate sulla possibilità di avvalersi della detrazione fiscale. Inoltre - avverte la nota - le scuole "dovranno improntare l'intera gestione delle somme in questione a criteri di trasparenza ed efficienza. In particolare le famiglie dovranno preventivamente essere informate sulla destinazione dei contributi, in modo da poter conoscere in anticipo le attività che saranno finanziate con gli stessi ed eventualmente decidere, in maniera consapevole, di contribuire soltanto ad alcune specifiche azioni".
Il Ministero, inoltre, con questa nota dispone che alle famiglie, alla fine dell'anno scolastico, "andrà assicurata una rendicontazione chiara ed esaustiva della gestione dei conti, dalla quale risulti come sono state effettivamente spese le somme e quali benefici ne ha ricavato la comunità scolastica".
Ai direttori degli uffici scolastici regionali si chiede, infine, di vigilare sulla corretta applicazione delle disposizioni e di intervenire "direttamente, secondo le proprie competenze, per contrastare eventuali comportamenti difformi".
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