domenica 13 maggio 2012

INTERESSI SUGLI INTERESSI: LA CORTE COSTITUZIONALE RESPINGE LA RETROATTIVITÀ

Per avere i rimborsi è necessario mandare una raccomandata alla banca dove si ha il conto corrente


La Corte Costituzionale il 5 aprile scorso ha bocciato la lettura retroattiva dell'annosa questione dell'anatocismo (il calcolo degli interessi sugli interessi).

Con la sentenza viene dunque dichiarata l'incostituzionalità della norma inserita nel decreto legge Milleproroghe, provvedimento che mirava a ridurre a dieci anni il periodo di prescrizione, ridando a tutti i clienti la possibilità di avviare delle azioni contro gli istituti di credito, chiedendo il ricalcolo del saldo effettivo dei conti, epurando gli stessi dagli effetti prodotti dall'anatocismo, sin dall'inizio del rapporto a condizione che lo stesso sia ancora in essere o che non sia stato chiuso da più di dieci anni.

AS.SI.CON. consiglia a tutti i consumatori di inviare una lettera di contestazione con la richiesta di rimborso tramite raccomandata alla banca presso cui è aperto il conto corrente e per conoscenza ad AS.SI.CON. Per avere una migliore assistenza è posssibile recarsi presso la nostra sede Via G.B. Falcone n.67 1° piano pal.Vinci Sapri – Tel.0973/392242- 333/5280755-347/5026196; fax: 0973/392242 giorni di ricevimento - giovedì dalle ore 18,30 alle ore  20,00 – sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.30.

giovedì 3 maggio 2012

Contadini con la laurea

Milena Carta ha 35 anni, Bobore Bussa 37, sono laureati, sposati, hanno un bambino di un anno. E fanno gli agricoltori.
Per capire come mai dopo tanti anni passati sui libri abbiano deciso di aprire un'azienda biologica tra Nuoro e Orgosolo, non c'è bisogno di scomodare Jean-Jacques Rousseau e il suo auspicato «ritorno alla natura». E neanche il filosofo Ludwig Feuerbach che sosteneva: «Siamo quello che mangiamo».
CONQUISTARE IL MERCATO INTERNO. Per capire la loro scelta basta fare due conti. «In Sardegna importiamo l'80% di prodotti ortofrutticoli, arrivano tutti dal Continente o dalla Spagna», dice a Lettera43.it Milena, «quindi il mercato c'è, dobbiamo solo provare a conquistarlo».
Ad avere spinto la giovane coppia ad aprire nel 2009 l'azienda Massajos non sono però solo l'entusiasmo e l'ottimismo, ma un'esigenza personale, quasi primaria: «Volevamo coltivare prodotti biologici per la nostra famiglia e così abbiamo deciso di iniziare a farlo anche per i cittadini di Nuoro».

«Non servono finanziamenti ma agevolazioni per i costi che sosteniamo»

È il sogno di un'economia a chilometro zero ad aver fatto sì che riprendessero in mano i terreni ereditati dal nonno di Bobore per trasformarli in un'oasi verde dove l'agricoltura convenzionale a base di pesticidi è bandita.
Producono solo frutta e verdure bio, e ogni settimana riescono a soddisfare una trentina di famiglie. «Consegniamo a domicilio cassette miste con i prodotti di stagione». Dieci euro a cassetta, una media di due euro al chilo, a cui si aggiunge ciò che si riesce a vendere al mercato biologico cittadino.
L'AIUTO DEI GENITORI. Il capitale per iniziare l'attività è stato minimo, dicono, e comunque anche per quello l'aiuto dei genitori è stato fondamentale. «Non abbiamo ricevuto nessun incentivo né finanziamento dell'Ue o della Regione, siamo partiti con le poche risorse che avevamo», raccontano.
Anche per questo l'azienda non ha dipendenti, ma viene mandata avanti con il sudore e la fatica dei due ragazzi. E quello di alcuni familiari e amici che nei periodi di semina e raccolta offrono le loro braccia.
IL PESO DELLE TASSE. «Ci arrangiamo», spiega Milena, «avere un dipendente, tra stipendio e tasse ci costerebbe 2.500 euro e per ora non ce lo possiamo permettere». Quello che pesa di più infatti è il carico fiscale.
«Per fare i contadini», conferma l'imprenditrice, «non servono finanziamenti a fondo perduto o incentivi ma agevolazioni per i costi che sosteniamo».
Secondo Milena il problema non è tanto riuscire ad acquistare o affittare i terreni, sui quali - se pubblici -con il decreto liberalizzazioni gli agricoltori under 35 dovrebbero avere un diritto di prelazione.
«La difficoltà più grande è riuscire a mantenerli». Tra il costo del carburante, le bollette dell'energia elettrica e dell'acqua per l'irrigazione, «i costi diventano spesso insostenibili».
AGRICOLTURA INTELLIGENTE. Per fortuna ci sono l'agricoltura intelligente e l'uso sapiente delle colture. «Qui non ragioniamo come nell'agricoltura tradizionale dove in ettari ed ettari di terreno si pianta un solo prodotto, ma diversifichiamo anche per evitare il rischio che la malattia di una pianta mandi all'aria un intero raccolto».
Niente di nuovo. In realtà, infatti, «un tempo si faceva proprio così», continua Milena, «poi la globalizzazione ha convinto i contadini a dedicarsi a una sola coltura per vendere maggiori quantità di prodotto. Ma questo ha determinato anche un abbassamento del prezzo».

Orto sinergico e filiera corta: il segreto del successo

A Massajos invece la parola d'ordine è diversificare. Nei quasi cinque ettari dell'azienda, Bobore e Milena hanno iniziato a coltivare un orto biologico e uno sinergico, un oliveto, e da quest'anno hanno creato anche un frutteto della biodiversità.
LE PIANTE ANTICHE. Nessuna mela Golden o uva Italia, ma varietà di frutti antichi che si coltivavano un tempo e che «sono più resistenti alle avversità climatiche e agli attacchi dei parassiti».
L'idea è quella di offrire ai propri clienti frutta e verdure diverse da quelle che si possono trovare in ogni supermercato del Paese.
IL RECUPERO DELLA TRADIZIONE. Attraverso il recupero della tradizione e una ricerca svolta tra gli agricoltori più anziani, che ancora conservano i semi dopo il raccolto, Milena e Bobore sono così riusciti a 'salvare' piante autoctone. Come per esempio la «pira camusina» (un tipo di pera), la cicerchia (una specie di pisello schiacciato come la fava), lo scalogno e tantissime varietà di fagioli, tra cui il «brent'e monza» (pancia di suora), di color nero con la pancia bianchissima.
LA LOGICA DELLA COLTIVAZIONE. Proprio in questi giorni in azienda sono iniziati i preparativi per la semina di questi prodotti. «Bobore ha già tagliato l'erba, preparato i cumuli di terra e disposto l'impianto di irrigazione». A guardare l'orto sinergico di Milena e Bobore, tutto sembra coltivato in maniera casuale, ma in realtà la logica è chiara: «Creare un ecosistema che si autosostenga senza impoverire troppo il terreno», spiega Milena.
SOLO TERRA E PAGLIA. Alla base del cumulo di terra di solito si mettono aglio e cipolla che, con il loro odore, allontanano alcuni insetti dannosi; in cima stanno invece le piante più delicate, come fagioli e pomodori.
Tutto viene poi coperto con la paglia che «ha la funzione di proteggere il terreno, mantenerne l'umidità e, attraverso la sua decomposizione, di fertilizzarlo in maniera naturale».
PIANTE ANTI-PARASSITI. Tutto intorno inoltre ci sono siepi di piante aromatiche che attirano gli insetti in grado di combattere i parassiti. Quelle profumate come la lavanda e il rosmarino, per esempio, «richiamano le coccinelle che si nutrono di afidi e sono quindi fondamentali».

«Se usassimo la zappa, non avremmo il tempo di fare altro»

Dopo la semina, si lascia che la natura faccia il suo corso.
«Tra un mese e mezzo inizieremo a raccogliere i primi frutti», dicono con soddisfazione.
Milena non è però spaventata dalla mole di lavoro che l'aspetta. «Non usiamo più la zappa come un tempo, anche perché sarebbe proibitivo: non avremmo il tempo di svolgere quelle attività integrative che ci permettono il sostentamento per tutto l'anno».
ATTIVITÀ INTEGRATIVE. «Vivere di sola coltivazione è infatti ancora un sogno», aggiunge Milena, «per ora lo possiamo fare solo da giugno a dicembre».
Per il resto serve l'ingegno. Così i due giovani agricoltori offrono la loro consulenza ad altre imprese, associazioni ed enti, e hanno creato una fattoria didattica.
LA FATTORIA DIDATTICA. La struttura, accreditata dalla Regione, ogni giorno ospita scolaresche a cui Milena e Bobore mostrano come funziona un'azienda agricola. «La mattina curiamo l'orto insieme e il pomeriggio svolgiamo attività di laboratorio».
E se la montagna non va da Maometto, sono Milena e Bobore ad andare nelle scuole e trasmettere l'amore per l'agricoltura. «Molti bambini sono abituati a mangiare tanta carne e conoscono pochissime verdure». Per questo avvicinare i piccoli al mondo bio «è fondamentale».
IL FILO CON IL CONSUMATORE. Il sogno della coppia, infatti, è che un domani «siano i clienti a venire in azienda e raccogliersi le verdure da soli».
Se infatti già oggi i due sono riusciti a ricreare l'antico rapporto tra produttore e consumatore, un «domani si potrebbe dar vita a una nuova sinergia». Un'agricoltura davvero sostenibile e produttiva.
Giovedì, 03 Maggio 2012
di Antonietta Demurtas
FONTE : LETTERA 43.IT

sabato 21 aprile 2012

CARO CARBURANTI-AS.SI.CON. lancia l’invio mail dei consumatori alla Presidenza del Consiglio.

È diventato intollerabile  il peso che ha il prezzo della benzina sui redditi della famiglie.
 
2.00 euro al litro su un consumo di 1000 litri all’anno per automezzo comporta una spesa familiare per la sola benzina di 2.000 euro a famiglia per automobile (4.000 euro per una famiglia che possiede due automobili), al quale va aggiunto il costo di 1.000 euro medie ad automobile (2.000 euro per chi possiede due automobili) per i costi derivanti da Rc Auto, Bollo, manutenzione ecc.
 
L’automobile  è diventata un lusso anche per chi con essa lavora. Il Governo Monti deve assumersi la responsabilità di tagliare le accise sulla benzina.
 
AS.SI.CON. ritiene che il Governo debba essere pressato da parte dei consumatori in merito al peso che l’aumento del prezzo della benzina ha assunto per le tasche degli italiani e invita tutti i consumatori ad inviare una mail alla presidenza del Consiglio ( segreteriausg@governo.it)   con il seguente appello:
 
“ BASTA AUMENTI SULLA BENZINA!
Presidente Monti tagli le accise !
Sono un/una cittadino/a che usa l’automobile per necessità e non per divertimento.”

PROROGATO IL TERMINE DI VALIDITÀ DELLE CARTE DI IDENTITÀ


Carta di identità prorogata fino al compleanno successivo del compleanno del titolare. Abrogato il limite di età di 15 anni per il rilascio.


La validità delle carte di identità su carta ed elettroniche e di tutti i documenti di riconoscimento rilasciati dal 10 febbraio scorso è prorogata automaticamente al compleanno successivo a quello di scadenza del documento stesso.

E’ stato abrogato anche il limite minimo di età previsto per il rilascio della carta d’identità, che adesso può essere rilasciata anche ai minori di 15 anni.

martedì 3 aprile 2012

IL CONTRIBUTO VOLONTARIO DELLE FAMIGLIE NON DEVE RIGUARDARE LO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA' CURRICOLARI.

Il Ministero dell'Istruzione interviene sul contributo volontario con la nota 00312 del 20 marzo detta le indicazioni in merito all'utilizzo del contributo volontario versato dalle famiglie e raccomanda trasparenza e rendicontazione per i contributi.

Il capo dipartimento all'Istruzione, Lucrezia Stellaci evidenziando che è stata più volte denunciata la prassi di richiedere il versamento del contributo come condizione per l'iscrizione degli studenti, sottolinea la natura dei versamenti in questione "sono assolutamente volontari, anche in ossequio al principio di obbligatorietà e gratuità dell'istruzione inferiore". Le scuole quindi dovranno "tenere ben distinti i contributi volontari dalle tasse scolastiche che, al contrario, sono obbligatorie, con l'eccezione dei casi di esonero".

Il contributo volontario, a ogni modo - precisa la nota - "non potrà riguardare lo svolgimento di attività curricolari". Dovrà essere indirizzato "esclusivamente a interventi di ampliamento dell'offerta culturale e formativa e non ad attività di funzionamento ordinario e amministrativo" e le famiglie vanno sempre informate sulla possibilità di avvalersi della detrazione fiscale. Inoltre - avverte la nota - le scuole "dovranno improntare l'intera gestione delle somme in questione a criteri di trasparenza ed efficienza. In particolare le famiglie dovranno preventivamente essere informate sulla destinazione dei contributi, in modo da poter conoscere in anticipo le attività che saranno finanziate con gli stessi ed eventualmente decidere, in maniera consapevole, di contribuire soltanto ad alcune specifiche azioni".

Il Ministero, inoltre, con questa nota dispone che alle famiglie, alla fine dell'anno scolastico, "andrà assicurata una rendicontazione chiara ed esaustiva della gestione dei conti, dalla quale risulti come sono state effettivamente spese le somme e quali benefici ne ha ricavato la comunità scolastica".

Ai direttori degli uffici scolastici regionali si chiede, infine, di vigilare sulla corretta applicazione delle disposizioni e di intervenire "direttamente, secondo le proprie competenze, per contrastare eventuali comportamenti difformi".

venerdì 16 marzo 2012

Petrolio sversato in Basilicata. Non la prima volta, non l'ultima

L'allarme lo hanno lanciato alcuni agricoltori, che da giorni avvertivano una forte puzza di petrolio. Il greggio espone al rischio di contaminazione le falde acquifere, anche se Regione ed Eni sembrano tranquillizzare e minimizzare l’accaduto. Solo “una piccola fuoriuscita di petrolio” dichiarano subito i tecnici del Dipartimento ambiente della Regione Basilicata. A ruota la presa di posizione della multinazionale di San Donato Milanese: “l'area circostante è caratterizzata da una composizione del terreno limo-argilloso che ha evitato l'interessamento delle falde acquifere”. Ma è proprio dalla Conferenza di servizi indetta ieri mattina, presso il Comune di Bernalda -alla presenza di tecnici e rappresentanti regionali, Corpo Forestale dello Stato, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, Prefettura e Provincia di Matera ed Eni- che arriva una mezza smentita, prefigurando una situazione ben più grave del previsto: “L'area interessata è di circa un ettaro”.
Quindi, 10 mila metri quadrati contaminati da petrolio.
Un campo da calcio a 11 regolamentare. Intanto, mentre nell’area incidentata sono in corso lavori di recupero del greggio, nonché le operazioni di bonifica dei terreni interessati dallo sversamento, gli attivisti dell’Organizzazione lucana ambientalista e del Movimento NoScorie Trisaia attaccano. “Non c’è alcun dubbio che quello accaduto a Bernalda non è un semplice guasto, ma è un incidente di una certa rilevanza che ha riguardato gli impianti di regolazione e le stesse condutture da 20 pollici, in via di sostituzione dopo l’incidente all’oleodotto. Chiediamo che vengano quantificati i danni con immediati risarcimenti nei confronti degli agricoltori e dell’intera comunità”. L’oleodotto Eni Viggiano-Taranto -nel 2002 al centro di un’inchiesta giudiziaria per appalti irregolari e tangenti, che portò all’arresto di 17 persone -è in esercizio da quasi dieci anni. Il suo interramento fu deciso dalle amministrazioni locali al fine di mitigare l’impatto visivo di un’opera che attraversa località interessate da dissesto idrogeologico, aree sismiche, corsi d’acqua e campi coltivati.
Ricordiamo che su tutto il territorio lucano sono presenti circa 700 chilometri di oleodotti, gran parte all’interno del perimetro del parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese. Perché le infrastrutture petrolifere non si fermano solo alle trivelle e alle piattaforme. Ci sono i tubi collegamento dei 26 pozzi estrattivi della Val d’Agri al centro olio di Viggiano, ai quali potrebbero aggiungersi altri chilometri di oleodotti per il trasporto del greggio da estrarre a Corleto Perticara (50 mila barili al giorno) e dai monti di Marsico/Tramutola (26 mila barili al giorno). Una “ragnatela” fittissima sulla quale andrebbe, certamente, attivato un controllo sistematico e continuativo.

L’incidente del 10 marzo è l’ultimo di una lunga serie. Il 5 aprile 2011, a seguito di una pericolosa emissione di idrogeno solforato dal centro olio di Viggiano, 21 operai di una ditta -la Elbe Sud srl- situata a 150 metri dall’impianto accusarono malori, finendo in ospedale per intossicazione. Ma dal 1996 ad oggi, sono stati oltre 25 gli incidenti, molti dei quali purtroppo non denunciati. Per quelli noti, invece, risultano assenti relazioni ufficiali che dettagliano le cause, la tipologia dell’inquinamento, le sostanze immesse sul suolo, nell’aria, nell’acqua e nei prodotti agricoli e zootecnici esposti a tali sostanze. Gli effetti degli incidenti, così come l’esposizione durante il funzionamento delle attività di produzione, trattamento e trasporto del greggio finiscono così per rappresentare i cosiddetti “effetti collaterali” delle estrazioni petrolifere in Basilicata, tra sviluppo mancato, disoccupazione e minaccia ambientale.

FONTE : ALTRECONOMIA articolo di  Pietro Dommarco - 13 marzo 2012

mercoledì 14 marzo 2012

SANZIONI SALATE PER I LIBRETTI CON IMPORTO OLTRE 1000 EURO


Entro il 31 marzo 2012 i possessori di libretti al portatore, bancari e/o postali, di importo superiore a 1.000,00 euro, devono estinguerli o riportare il saldo sotto i mille euro o trasformarli in depositi nominativi.

La sanzione in caso di infrazione è compresa tra il 10 e il 20 per cento del saldo; percentuale raddoppiata in caso di saldo superiore a 50.000 euro. In caso di saldo inferiore a 3.000,00 la sanzione è pari al saldo del libretto.

Si ricorda che fin dal 30 aprile 2008 il possessore di libretto al portatore che intende trasferirlo deve comunicare alla banca o alle poste i dati e l’accettazione del cessionario e la data del trasferimento. Le sanzioni sono come quelle sopra descritte.