lunedì 15 ottobre 2012

GIUSTIZIA: SOPPRESSI 31 TRIBUNALI E 667 UFFICI DEI GIUDICI DI PACE

Entrati in vigore i decreti di riordino della geografia giudiziaria
 
Sono entrati in vigore, il 14 settembre scorso, i decreti legislativi (nn. 155 e 156 del 2012) che riordinano la geografia giudiziaria.

TRIBUNALI

Il primo dei due decreti disciplina la riorganizzazione dei tribunali, e prevede la soppressione di 31 sedi di Tribunale, di tutte le 220 sedi distaccate nonché di 31 procure.

GIUDICI DI PACE

Il secondo, invece, si occupa della riorganizzazione degli uffici dei Giudici di pace, e prevede la soppressione di ben 667 uffici, indicati nella tabella A del decreto (le competenze degli uffici soppressi saranno attribuite ai corrispondenti uffici indicati nella tabella B).

La norma, tuttavia, prevede che, entro 60 giorni dalla pubblicazione delle Tabelle sul Bollettino Ufficiale del Ministero, i Comuni interessati, anche in consorzio tra loro, potranno richiedere il mantenimento degli uffici del Giudice di pace dei quali è disposta la soppressione, anche tramite accorpamento, purché si facciano carico integralmente delle spese di funzionamento dell’ufficio e di erogazione del servizio, comprese quelle per il personale amministrativo.

Il Ministero della Giustizia, valutate le richieste e gli impegni, potrà apportare con proprio decreto le conseguenti modifiche.

Nel caso in cui non siano rispettati gli impegni relativi alle spese e al personale amministrativo per un periodo superiore ad un anno, gli uffici saranno definitivamente soppressi.
Entro la fine dell’anno il Ministero della Giustizia dovrà provvedere alla determinazione delle nuove piante organiche.

La soppressione delle 31 sedi di Tribunale e ancor più la soppressione dei 667 uffici del Giudice di pace, per AS.SI.CON. , è un fatto grave, perché riduce ulteriormente l’accesso alla giustizia ordinaria, che nel nostro Paese è oltremodo costosa e lunga. AS.SI.CON. ritiene particolarmente grave la soppressione degli uffici dei giudici di pace, un’istituzione che permetteva ai consumatori, per alcuni tipi di controversie, di poter argomentare le proprie tesi senza dover necessariamente ricorrere all’ausilio di un legale.

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