mercoledì 31 ottobre 2012

AEREO CON RITARDO DI PIÙ DI 3 ORE? C’È IL RISARCIMENTO!

La Corte di Giustizia Europea (cause riunite C-581/10 e C-629/10) interviene nuovamente in materia di diritto al risarcimento per i passeggeri che subiscono un ritardo prolungato del volo.

Nel ribadire la propria posizione, già espressa nella precedente sentenza Sturgeon, la Corte ha infatti precisato che i passeggeri dei voli che arrivano a destinazione con un ritardo di 3 o più ore possono richiedere alla compagnia aerea una compensazione pecuniaria forfettaria compresa tra i 250 e i 600 euro (in base ai km della tratta), salvo che il ritardo non sia dovuto a circostanze eccezionali.

Il diritto alla compensazione pecuniaria, previsto dal Regolamento (CE) 261 del 2004 per i casi di cancellazione del volo, viene quindi esteso anche ai casi di ritardo prolungato: secondo la Corte, infatti, i passeggeri dei voli ritardati, dal punto di vista del disagio subito, possono essere assimilati ai passeggeri dei voli cancellati all’ultimo momento, quando la perdita di tempo sia di almeno 3 ore, salvo che la compagnia aerea non sia in grado di dimostrare che il ritardo prolungato è dovuto a circostanze eccezionali che non si sarebbero potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso.

La Corte, inoltre, per sottolineare il valore della propria pronuncia, ha precisato che la validità della sentenza non è limitata nel tempo, ed ha pertanto efficacia retroattiva: in altre parole, la decisione della Corte è valida anche nei confronti dei ritardi passati per i quali i passeggeri non abbiano ancora presentato domanda di risarcimento.

lunedì 15 ottobre 2012

GIUSTIZIA: SOPPRESSI 31 TRIBUNALI E 667 UFFICI DEI GIUDICI DI PACE

Entrati in vigore i decreti di riordino della geografia giudiziaria
 
Sono entrati in vigore, il 14 settembre scorso, i decreti legislativi (nn. 155 e 156 del 2012) che riordinano la geografia giudiziaria.

TRIBUNALI

Il primo dei due decreti disciplina la riorganizzazione dei tribunali, e prevede la soppressione di 31 sedi di Tribunale, di tutte le 220 sedi distaccate nonché di 31 procure.

GIUDICI DI PACE

Il secondo, invece, si occupa della riorganizzazione degli uffici dei Giudici di pace, e prevede la soppressione di ben 667 uffici, indicati nella tabella A del decreto (le competenze degli uffici soppressi saranno attribuite ai corrispondenti uffici indicati nella tabella B).

La norma, tuttavia, prevede che, entro 60 giorni dalla pubblicazione delle Tabelle sul Bollettino Ufficiale del Ministero, i Comuni interessati, anche in consorzio tra loro, potranno richiedere il mantenimento degli uffici del Giudice di pace dei quali è disposta la soppressione, anche tramite accorpamento, purché si facciano carico integralmente delle spese di funzionamento dell’ufficio e di erogazione del servizio, comprese quelle per il personale amministrativo.

Il Ministero della Giustizia, valutate le richieste e gli impegni, potrà apportare con proprio decreto le conseguenti modifiche.

Nel caso in cui non siano rispettati gli impegni relativi alle spese e al personale amministrativo per un periodo superiore ad un anno, gli uffici saranno definitivamente soppressi.
Entro la fine dell’anno il Ministero della Giustizia dovrà provvedere alla determinazione delle nuove piante organiche.

La soppressione delle 31 sedi di Tribunale e ancor più la soppressione dei 667 uffici del Giudice di pace, per AS.SI.CON. , è un fatto grave, perché riduce ulteriormente l’accesso alla giustizia ordinaria, che nel nostro Paese è oltremodo costosa e lunga. AS.SI.CON. ritiene particolarmente grave la soppressione degli uffici dei giudici di pace, un’istituzione che permetteva ai consumatori, per alcuni tipi di controversie, di poter argomentare le proprie tesi senza dover necessariamente ricorrere all’ausilio di un legale.

ASSICURAZIONI: Ora possibile il confronto fra polizze

Parte la polizza standard  all’indomani dell’approvazione del Decreto Sviluppo contenente la nuova norma.

La polizza standard, che permetterà finalmente la comparazione fra le varie polizze, facendo emergere le vere "convenienze" piuttosto che le offerte illusorie di molte compagnie, insieme alla caduta del divieto di collaborazione tra agenti di assicurazione professionisti, permetterà anche l'attuazione dell' art. 34 sull'obbligo, per gli agenti, di fornire 3 preventivi ai propri clienti.

Quanto contenuto nel decreto sviluppo per il settore assicurativo permetterà al Consumatore di operare una scelta consapevole con positive ripercussioni sulle tariffe. L’aumento della mobilità da una compagnia all’altra a seguito delle scelte consapevoli degli assicurati, aumenterà la concorrenza fra le imprese e porterà risparmi sulle attuali tariffe anche dell’ordine del 20%.

C’è ancora strada da fare sul fronte della lotta alle frodi. Il Decreto si è infatti limitato a demandare all'IVASS alcune funzioni di  controllo. Si è ancora lontani da un apparato che possa contrastare le frodi sul nascere. L'AS.SI.CON. ritiene che serva far scendere in campo magistrati ed operatori di polizia fortemente specializzati nel settore.

domenica 13 maggio 2012

INTERESSI SUGLI INTERESSI: LA CORTE COSTITUZIONALE RESPINGE LA RETROATTIVITÀ

Per avere i rimborsi è necessario mandare una raccomandata alla banca dove si ha il conto corrente


La Corte Costituzionale il 5 aprile scorso ha bocciato la lettura retroattiva dell'annosa questione dell'anatocismo (il calcolo degli interessi sugli interessi).

Con la sentenza viene dunque dichiarata l'incostituzionalità della norma inserita nel decreto legge Milleproroghe, provvedimento che mirava a ridurre a dieci anni il periodo di prescrizione, ridando a tutti i clienti la possibilità di avviare delle azioni contro gli istituti di credito, chiedendo il ricalcolo del saldo effettivo dei conti, epurando gli stessi dagli effetti prodotti dall'anatocismo, sin dall'inizio del rapporto a condizione che lo stesso sia ancora in essere o che non sia stato chiuso da più di dieci anni.

AS.SI.CON. consiglia a tutti i consumatori di inviare una lettera di contestazione con la richiesta di rimborso tramite raccomandata alla banca presso cui è aperto il conto corrente e per conoscenza ad AS.SI.CON. Per avere una migliore assistenza è posssibile recarsi presso la nostra sede Via G.B. Falcone n.67 1° piano pal.Vinci Sapri – Tel.0973/392242- 333/5280755-347/5026196; fax: 0973/392242 giorni di ricevimento - giovedì dalle ore 18,30 alle ore  20,00 – sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.30.

giovedì 3 maggio 2012

Contadini con la laurea

Milena Carta ha 35 anni, Bobore Bussa 37, sono laureati, sposati, hanno un bambino di un anno. E fanno gli agricoltori.
Per capire come mai dopo tanti anni passati sui libri abbiano deciso di aprire un'azienda biologica tra Nuoro e Orgosolo, non c'è bisogno di scomodare Jean-Jacques Rousseau e il suo auspicato «ritorno alla natura». E neanche il filosofo Ludwig Feuerbach che sosteneva: «Siamo quello che mangiamo».
CONQUISTARE IL MERCATO INTERNO. Per capire la loro scelta basta fare due conti. «In Sardegna importiamo l'80% di prodotti ortofrutticoli, arrivano tutti dal Continente o dalla Spagna», dice a Lettera43.it Milena, «quindi il mercato c'è, dobbiamo solo provare a conquistarlo».
Ad avere spinto la giovane coppia ad aprire nel 2009 l'azienda Massajos non sono però solo l'entusiasmo e l'ottimismo, ma un'esigenza personale, quasi primaria: «Volevamo coltivare prodotti biologici per la nostra famiglia e così abbiamo deciso di iniziare a farlo anche per i cittadini di Nuoro».

«Non servono finanziamenti ma agevolazioni per i costi che sosteniamo»

È il sogno di un'economia a chilometro zero ad aver fatto sì che riprendessero in mano i terreni ereditati dal nonno di Bobore per trasformarli in un'oasi verde dove l'agricoltura convenzionale a base di pesticidi è bandita.
Producono solo frutta e verdure bio, e ogni settimana riescono a soddisfare una trentina di famiglie. «Consegniamo a domicilio cassette miste con i prodotti di stagione». Dieci euro a cassetta, una media di due euro al chilo, a cui si aggiunge ciò che si riesce a vendere al mercato biologico cittadino.
L'AIUTO DEI GENITORI. Il capitale per iniziare l'attività è stato minimo, dicono, e comunque anche per quello l'aiuto dei genitori è stato fondamentale. «Non abbiamo ricevuto nessun incentivo né finanziamento dell'Ue o della Regione, siamo partiti con le poche risorse che avevamo», raccontano.
Anche per questo l'azienda non ha dipendenti, ma viene mandata avanti con il sudore e la fatica dei due ragazzi. E quello di alcuni familiari e amici che nei periodi di semina e raccolta offrono le loro braccia.
IL PESO DELLE TASSE. «Ci arrangiamo», spiega Milena, «avere un dipendente, tra stipendio e tasse ci costerebbe 2.500 euro e per ora non ce lo possiamo permettere». Quello che pesa di più infatti è il carico fiscale.
«Per fare i contadini», conferma l'imprenditrice, «non servono finanziamenti a fondo perduto o incentivi ma agevolazioni per i costi che sosteniamo».
Secondo Milena il problema non è tanto riuscire ad acquistare o affittare i terreni, sui quali - se pubblici -con il decreto liberalizzazioni gli agricoltori under 35 dovrebbero avere un diritto di prelazione.
«La difficoltà più grande è riuscire a mantenerli». Tra il costo del carburante, le bollette dell'energia elettrica e dell'acqua per l'irrigazione, «i costi diventano spesso insostenibili».
AGRICOLTURA INTELLIGENTE. Per fortuna ci sono l'agricoltura intelligente e l'uso sapiente delle colture. «Qui non ragioniamo come nell'agricoltura tradizionale dove in ettari ed ettari di terreno si pianta un solo prodotto, ma diversifichiamo anche per evitare il rischio che la malattia di una pianta mandi all'aria un intero raccolto».
Niente di nuovo. In realtà, infatti, «un tempo si faceva proprio così», continua Milena, «poi la globalizzazione ha convinto i contadini a dedicarsi a una sola coltura per vendere maggiori quantità di prodotto. Ma questo ha determinato anche un abbassamento del prezzo».

Orto sinergico e filiera corta: il segreto del successo

A Massajos invece la parola d'ordine è diversificare. Nei quasi cinque ettari dell'azienda, Bobore e Milena hanno iniziato a coltivare un orto biologico e uno sinergico, un oliveto, e da quest'anno hanno creato anche un frutteto della biodiversità.
LE PIANTE ANTICHE. Nessuna mela Golden o uva Italia, ma varietà di frutti antichi che si coltivavano un tempo e che «sono più resistenti alle avversità climatiche e agli attacchi dei parassiti».
L'idea è quella di offrire ai propri clienti frutta e verdure diverse da quelle che si possono trovare in ogni supermercato del Paese.
IL RECUPERO DELLA TRADIZIONE. Attraverso il recupero della tradizione e una ricerca svolta tra gli agricoltori più anziani, che ancora conservano i semi dopo il raccolto, Milena e Bobore sono così riusciti a 'salvare' piante autoctone. Come per esempio la «pira camusina» (un tipo di pera), la cicerchia (una specie di pisello schiacciato come la fava), lo scalogno e tantissime varietà di fagioli, tra cui il «brent'e monza» (pancia di suora), di color nero con la pancia bianchissima.
LA LOGICA DELLA COLTIVAZIONE. Proprio in questi giorni in azienda sono iniziati i preparativi per la semina di questi prodotti. «Bobore ha già tagliato l'erba, preparato i cumuli di terra e disposto l'impianto di irrigazione». A guardare l'orto sinergico di Milena e Bobore, tutto sembra coltivato in maniera casuale, ma in realtà la logica è chiara: «Creare un ecosistema che si autosostenga senza impoverire troppo il terreno», spiega Milena.
SOLO TERRA E PAGLIA. Alla base del cumulo di terra di solito si mettono aglio e cipolla che, con il loro odore, allontanano alcuni insetti dannosi; in cima stanno invece le piante più delicate, come fagioli e pomodori.
Tutto viene poi coperto con la paglia che «ha la funzione di proteggere il terreno, mantenerne l'umidità e, attraverso la sua decomposizione, di fertilizzarlo in maniera naturale».
PIANTE ANTI-PARASSITI. Tutto intorno inoltre ci sono siepi di piante aromatiche che attirano gli insetti in grado di combattere i parassiti. Quelle profumate come la lavanda e il rosmarino, per esempio, «richiamano le coccinelle che si nutrono di afidi e sono quindi fondamentali».

«Se usassimo la zappa, non avremmo il tempo di fare altro»

Dopo la semina, si lascia che la natura faccia il suo corso.
«Tra un mese e mezzo inizieremo a raccogliere i primi frutti», dicono con soddisfazione.
Milena non è però spaventata dalla mole di lavoro che l'aspetta. «Non usiamo più la zappa come un tempo, anche perché sarebbe proibitivo: non avremmo il tempo di svolgere quelle attività integrative che ci permettono il sostentamento per tutto l'anno».
ATTIVITÀ INTEGRATIVE. «Vivere di sola coltivazione è infatti ancora un sogno», aggiunge Milena, «per ora lo possiamo fare solo da giugno a dicembre».
Per il resto serve l'ingegno. Così i due giovani agricoltori offrono la loro consulenza ad altre imprese, associazioni ed enti, e hanno creato una fattoria didattica.
LA FATTORIA DIDATTICA. La struttura, accreditata dalla Regione, ogni giorno ospita scolaresche a cui Milena e Bobore mostrano come funziona un'azienda agricola. «La mattina curiamo l'orto insieme e il pomeriggio svolgiamo attività di laboratorio».
E se la montagna non va da Maometto, sono Milena e Bobore ad andare nelle scuole e trasmettere l'amore per l'agricoltura. «Molti bambini sono abituati a mangiare tanta carne e conoscono pochissime verdure». Per questo avvicinare i piccoli al mondo bio «è fondamentale».
IL FILO CON IL CONSUMATORE. Il sogno della coppia, infatti, è che un domani «siano i clienti a venire in azienda e raccogliersi le verdure da soli».
Se infatti già oggi i due sono riusciti a ricreare l'antico rapporto tra produttore e consumatore, un «domani si potrebbe dar vita a una nuova sinergia». Un'agricoltura davvero sostenibile e produttiva.
Giovedì, 03 Maggio 2012
di Antonietta Demurtas
FONTE : LETTERA 43.IT

sabato 21 aprile 2012

CARO CARBURANTI-AS.SI.CON. lancia l’invio mail dei consumatori alla Presidenza del Consiglio.

È diventato intollerabile  il peso che ha il prezzo della benzina sui redditi della famiglie.
 
2.00 euro al litro su un consumo di 1000 litri all’anno per automezzo comporta una spesa familiare per la sola benzina di 2.000 euro a famiglia per automobile (4.000 euro per una famiglia che possiede due automobili), al quale va aggiunto il costo di 1.000 euro medie ad automobile (2.000 euro per chi possiede due automobili) per i costi derivanti da Rc Auto, Bollo, manutenzione ecc.
 
L’automobile  è diventata un lusso anche per chi con essa lavora. Il Governo Monti deve assumersi la responsabilità di tagliare le accise sulla benzina.
 
AS.SI.CON. ritiene che il Governo debba essere pressato da parte dei consumatori in merito al peso che l’aumento del prezzo della benzina ha assunto per le tasche degli italiani e invita tutti i consumatori ad inviare una mail alla presidenza del Consiglio ( segreteriausg@governo.it)   con il seguente appello:
 
“ BASTA AUMENTI SULLA BENZINA!
Presidente Monti tagli le accise !
Sono un/una cittadino/a che usa l’automobile per necessità e non per divertimento.”

PROROGATO IL TERMINE DI VALIDITÀ DELLE CARTE DI IDENTITÀ


Carta di identità prorogata fino al compleanno successivo del compleanno del titolare. Abrogato il limite di età di 15 anni per il rilascio.


La validità delle carte di identità su carta ed elettroniche e di tutti i documenti di riconoscimento rilasciati dal 10 febbraio scorso è prorogata automaticamente al compleanno successivo a quello di scadenza del documento stesso.

E’ stato abrogato anche il limite minimo di età previsto per il rilascio della carta d’identità, che adesso può essere rilasciata anche ai minori di 15 anni.