Gioco
d’azzardo e riciclaggio camminano mano nella mano, assieme all’evasione
fiscale che è sempre alla ricerca di “buoni” compagni di viaggio. Lo
testimoniano varie inchieste penali, e ieri l’ha denunciato anche
l’associazione Contribuenti italiani nel corso d’un seminario svoltosi a
Bari proprio sul tema “Riciclaggio, gioco d’azzardo ed evasione
fiscale”. Durante il confronto sono stati illustrati i risultati di
un’indagine condotta dal Centro studi e ricerche sociologiche "Antonella
Di Benedetto" di Krls Network of Business Ethics, per conto di
Contribuenti.it che è il magazine dell’associazione Contribuenti
italiani. Secondo le rilevazioni effettuate lo scorso luglio dal centro
"Di Benedetto", pure il gioco d’azzardo porta a galla strani episodi
legati a possibili raggiri ai danni del Fisco. «Il 54% dei giocatori è
nullatenente – chiariscono dall’Associazione contribuenti – mentre un
ulteriore 31% dichiara al fisco di guadagnare meno di 10.000 euro
all’anno. In pratica l’85% dei giocatori è povero e molti di loro hanno
la social card. Un dato che stride con le giocate effettuate ogni anno
soprattutto se confrontate con le dichiarazione dei redditi dei
giocatori». L’indagine informa, inoltre, che in Europa l’Italia ha il
primato per la maggior cifra giocata al tavoli da gioco: in media 2.430
euro a persona che vengono sottratti all’economia reale. I dati
inglobano anche le giocate dei minorenni che, secondo il presidente di
Contribuenti.it, Vittorio Carlomagno, in tre anni sono passati da 860
mila a 4,2 milioni. Solo nel 2013 l’incremento è stato del 14,6%. A
questa fascia, secondo l’indagine, è attribuibile il 37% di tutte le
giocate.
«L’erario si preoccupa più di fare cassa che combattere l’evasione fiscale – insiste Carlomagno – accertando i giocatori nullatenenti». Ancora altri dati utili a tratteggiare ulteriormente l’imponenza e quindi la pericolosità del fenomeno: i giocatori in Italia sono 33,2 milioni, di cui 8,4 milioni giocano con frequenza settimanale. Il giro di affari, nel 2013, potrebbe superare i 100 miliardi di euro l’anno, in forte crescita rispetto agli 85 miliardi di euro del 2012, ai 78 del 2011 e agli appena 16 del 2003. Spulciando il dossier del centro studi "Antonella Di Benedetto", emerge che i giocatori più incalliti sono quelli residenti in Molise con il 57%, segue la Campania con il 51% e la Sicilia col 50,7%. In coda i residenti in Trentino Alto Adige con il 31,9%. L’associazione Contribuenti italiani va oltre l’analisi, proponendo misure per combattere il gioco d’azzardo, l’evasione fiscale e il riciclaggio. Ad esempio il divieto del gioco d’azzardo in tutti i locali pubblici e l’applicazione annuale del redditometro a tutti i giocatori, dopo la loro identificazione e l’accertamento delle giocate. Così, a detta dell’organismo, si potrebbero evitare l’approccio dei minorenni ed episodi di riciclaggio, usura ed evasione fiscale. Un’ulteriore proposta per combattere l’evasione fiscale e rilanciare l’economia del Paese è applicare su tutti i giochi legalizzati un’imposta unica sostitutiva pari al 50% delle vincite, che potrebbero pure essere tassate in dichiarazione dei redditi con l’aliquota ordinaria.
«L’erario si preoccupa più di fare cassa che combattere l’evasione fiscale – insiste Carlomagno – accertando i giocatori nullatenenti». Ancora altri dati utili a tratteggiare ulteriormente l’imponenza e quindi la pericolosità del fenomeno: i giocatori in Italia sono 33,2 milioni, di cui 8,4 milioni giocano con frequenza settimanale. Il giro di affari, nel 2013, potrebbe superare i 100 miliardi di euro l’anno, in forte crescita rispetto agli 85 miliardi di euro del 2012, ai 78 del 2011 e agli appena 16 del 2003. Spulciando il dossier del centro studi "Antonella Di Benedetto", emerge che i giocatori più incalliti sono quelli residenti in Molise con il 57%, segue la Campania con il 51% e la Sicilia col 50,7%. In coda i residenti in Trentino Alto Adige con il 31,9%. L’associazione Contribuenti italiani va oltre l’analisi, proponendo misure per combattere il gioco d’azzardo, l’evasione fiscale e il riciclaggio. Ad esempio il divieto del gioco d’azzardo in tutti i locali pubblici e l’applicazione annuale del redditometro a tutti i giocatori, dopo la loro identificazione e l’accertamento delle giocate. Così, a detta dell’organismo, si potrebbero evitare l’approccio dei minorenni ed episodi di riciclaggio, usura ed evasione fiscale. Un’ulteriore proposta per combattere l’evasione fiscale e rilanciare l’economia del Paese è applicare su tutti i giochi legalizzati un’imposta unica sostitutiva pari al 50% delle vincite, che potrebbero pure essere tassate in dichiarazione dei redditi con l’aliquota ordinaria.
Fonte: Avvenire del 28/08/2013
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